Infortunio da Coronavirus: i costi non gravano sul singolo datore di lavoro

25 Mag 2020 novità

A cura del Dott. Angelo Maci Consulente Aziendale – Specializzato in materia giuslavoristica

L’Inail, con nota n. 13 del 3 aprile 2020, ha reso noto che i costi derivanti da infezione del lavoratore da Coronavirus non gravano sul singolo datore di lavoro, bensì, sulla gestione assicurativa dell’Istituto e non sono computati ai fini della determinazione dell’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico. Pertanto, in analogia con quanto già previsto per gli infortuni in itinere, gli effetti degli infortuni da COVID-19 non entrano a far parte del bilancio infortunistico dell’azienda in termini di oscillazione in malus del tasso applicato, ma sono attribuiti, sulla base del principio di mutalità, alla generalità dei datori di lavoro.

Al riguardo, occorre segnalare che l’art. 42 del decreto c.d. “Cura Italia” (DL 18/2020), convertito in legge n. 27/2020, ha stabilito che nei casi di accertata infezione da Coronavirus per motivi di lavoro, il medico deve redigere il certificato medico per infortunio. Il medesimo articolo, nel terzo periodo, dispone che tali eventi non devono essere computati nel bilancio infortunistico del singolo datore di lavoro.   

L’Inail, con la circolare soprarichiamata, oltre a dettare istruzioni per la gestione degli infortuni, ha fornito utili chiarimenti in relazione al comma 2 dell’art. 42 del DL Cura Italia.

In particolare, l’Istituto assicurativo ha precisato che:

  • Per essere riconosciuto come infortunio è indispensabile che il COVID-19 sia clinicamente accertato tramite tampone o esame diagnostico. Nei casi di dubbia competenza, ai sensi della circolare Inail n. 47/Inps n. 69 del 02 aprile 2015, relativi ai lavoratori per i quali vige la convenzione tra Inail e Inps per l’erogazione della indennità per inabilità temporanea assoluta da infortunio sul lavoro, da malattia professionale e da malattia comune e per i quali è escluso il contagio da nuovo coronavirus in occasione di lavoro, la tutela Inail non è dovuta ed è necessario procedere alla segnalazione del caso all’Inps, con l’allegazione di tutta la documentazione sanitaria agli atti della pratica al fine di evitare la sovrapposizione di tutela assicurativa.
  • Il medico certificatore deve predisporre e trasmettere telematicamente la prescritta certificazione medica all’Inail, che prende in carico e assicura la relativa tutela all’infortunato.
  • Il certificato medico deve essere redatto secondo i criteri di cui all’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 e successive modifiche, e quindi riportare i dati anagrafici completi del lavoratore, quelli del datore di lavoro, data dell’evento/contagio, la data di astensione dal lavoro per inabilità temporanea assoluta conseguente al contagio da virus ovvero la data di astensione dal lavoro per quarantena o permanenza domiciliare fiduciaria del lavoratore sempre legata all’accertamento dell’avvenuto contagio e, in particolare per le fattispecie per le quali non opera la presunzione semplice dell’avvenuto contagio in relazione al rischio professionale specifico, le cause e circostanze, la natura della lesione e il rapporto con le cause denunciate.
  • Solo con l’acquisizione da parte dell’Inail della certificazione di avvenuto contagio, assieme all’altro requisito dell’occasione di lavoro, si perfeziona la fattispecie della malattia-infortunio e, quindi, la conseguente tutela da parte dell’Istituto assicurativo.
  • Ai fini della certificazione dell’avvenuto contagio si ritiene valida qualsiasi documentazione clinico-strumentale in grado di attestare, in base alle conoscenze scientifiche, il contagio stesso.
  • Lo stesso Istituto sottolinea che solo dalla conoscenza positiva, da parte del datore di lavoro, dell’avvenuto contagio decorrono i termini per la trasmissione telematica della denuncia all’Inail.
  • Per i datori di lavoro assicurati all’Inail l’obbligo della comunicazione d’infortunio ai fini statistici e informativi si considera assolto per mezzo della denuncia/comunicazione d’infortunio.
  • In ultimo, l’Inail chiarisce che la decorrenza della tutela infortunistica decorre dal primo giorno di astensione dal lavoro attestato da certificazione medica per avvenuto contagio, ovvero dal primo giorno di astensione dal lavoro coincidente con l’inizio della quarantena, sempre per contagio da nuovo coronavirus (contagio che può essere accertato anche successivamente all’inizio della quarantena).

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