Termine della disciplina transitoria per l’accesso semplificato al lavoro agile (smart working)

17 Lug 2020 novità

A cura del Dott. Angelo Maci – Consulente Aziendale Specializzato in materia giuslavoristica

Come noto, il D.L. n. 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio 2020) all’art. 90 ha previsto il diritto, fino al 31 luglio 2020 (data indicata dalla Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020 per la cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19), a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile (c.d. smart working) anche in assenza degli accordi individuali, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. 

In sostanza, fino alla suddetta data, il ricorso al lavoro agile si configura come un atto unilaterale e non, come ordinariamente accade, il frutto di un accordo tra le parti del rapporto di lavoro. Nello specifico, per tutto il periodo di durata dell’emergenza, i datori di lavoro del settore privato comunicano al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in via telematica, i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile, ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Terminato il periodo di vigenza della disciplina transitoria, ossia dal 01 agosto 2020, i datori di lavoro che vorranno attivare la modalità di lavoro agile dovranno necessariamente stipulare, in forma scritta ad probationem, un accordo volontario tra le parti secondo quanto stabilito dagli artt. 18 – 24 della Legge n. 81 del 22.05.2017.

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